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Ci sono 2975 messaggi in 298 pagina/e

28/03/2011 10:27:39 Voto:
«E arrivò una donna» (Gv 4,7)
Viene senza sapere, trova Gesù che inizia il discorso con lei.
Vediamo su che cosa.
«Venne una donna di Samaria ad attingere acqua». I samaritani non appartenevano al popolo giudeo: erano infatti degli stranieri. E' signifi***ivo il fatto che questa donna provenisse da un popolo straniero.
Riconosciamoci in lei, e in lei ringraziamo Dio per noi.
Ella era una figura non la verità, perché anch'essa prima rappresentò la figura per diventare in seguito verità. Infatti credette in lui, che voleva fare di lei la nostra figura.
«Venne, dunque, ad attingere acqua».
Era semplicemente venuta ad attingere acqua, come sogliono fare uomini e donne.
«Gesù le disse: Dammi da bere. I suoi discepoli infatti erano andati in città a far provvista di cibi. Ma la Samaritana gli disse: Come mai tu, che sei Giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana? I Giudei infatti non mantengono buone relazioni con i Samaritani» (Gv 4, 7-9).

Vedete come erano stranieri tra di loro: i giudei non usavano neppure i recipienti dei samaritani. E siccome la donna portava con sé la brocca...si meravigliò che un giudeo...

Colui però che domandava da bere, aveva sete della fede della samaritana.
«Gesù le rispose: Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: Dammi da bere, tu stessa gliene avresti chiesto ed egli ti avrebbe dato acqua viva» (Gv 4, 10).
Gesù è bisognoso come uno che aspetta di ricevere, e abbonda come chi è in grado di saziare:
«Se tu conoscessi il dono di Dio...».
Il dono di Dio è lo Spirito Santo. Ma Gesù parla alla donna in maniera ancora velata, e a poco a poco si apre una via al cuore di lei.
Che c'è infatti di più dolce e di più affettuoso di questa esortazione:
«Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è Colui che ti dice: Dammi da bere, forse tu stessa gliene avresti chiesto ed Egli ti avrebbe dato acqua viva».
Quale acqua, dunque, sta per darle, se non quella di cui è scritto: «E' in te sorgente della vita»? (Sal 35, 10).
Infatti come potranno aver sete coloro che «Si saziano dell'abbondanza della tua casa»?(Sal 35,9).
Prometteva una certa abbondanza e sazietà di Spirito Santo...ma quella non comprendeva ancora e...che cosa rispondeva?
«Signore dammi di quest'acqua, perché non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua».
Il bisogno...la costringeva alla fatica...ma...la sua debolezza non vi si adattava volentieri.
Oh! se avesse sentito: «Venite a me, voi tutti, che siete affati***i e oppressi, e io vi ristorerò»!
Gesù le diceva questo...perché non dovesse più faticare...ma la donna non capiva ancora.

[S.Agostino,Vescovo,«Trattati su Giovanni»]
lena  IP:79.33.32.164 http://

27/03/2011 15:45:51 Voto:
Chi sono gli operatori della pace? Sono i tecnici delle condutture; gli impiantisti delle reti idrauliche; gli esperti delle rubinetterie. Sono coloro che, servendosi di tecniche diversifi***e, si studiano di portare l'acqua della pace nella fitta trama dello spazio e del tempo, in tutte le case degli uomini, nel tessuto sociale della città, nei luoghi dove la gente si aggrega e fioriscono le convivenze. Qui è bene sottolineare una cosa. L'acqua è una : quella della pace. Le tecniche di conduzione, invece, cioè le mediazioni politiche, sono diverse. E diverse sono anche le ditte appaltatrici delle condutture, ed è giusto che sia così. L'importante è che queste tecniche siano serie, intendano servire l'uomo e facciano giungere l'acqua agli utenti.
Senza inquinarla. Se lungo il percorso si introduce del veleno, non si serve la causa della pace.
Senza manipolarla. Se nell'acqua si inseriscono additivi chimici, magari a fin di bene, ma derivanti dalle proprie impostazioni ideologiche, non si serve la causa della pace.
Senza disperderla. Se lungo le tubature si aprano falle, per imperizia o per superficialità o per mancanza di studio o per difetti tecnici di fondo, non si serve la causa della pace.
Senza trattenerla. Se nei tecnici prevale il calcolo, e si costruiscono le condutture in modo tale che vengano favoriti interessi di parte, e l'acqua, invece che diventare beni di tutti, viene fatta ristagnare per l'irrigazione dei propri appezzamenti, non si serve la causa della pace.
Senza accaparrarsela. Se gli esperti della condutture si ritengono loro i padroni dell'acqua e non i ministri, i depositari incensurabili di questo bene di cui essi devono sentirsi solo i canalizzatori, non si serve la causa della pace.
Senza farsela pagare. Se i titolari della rete idrica si servono delle loro strumentazioni per razionare astutamente le dosi e schiavizzare la gente prendendola per sete, non si serve la causa della pace. Si serve la causa della pace quando l'impegno appassionato dei politici sarà rivolto a che le città vengano allagate di giustizia, le case siano sommerse sai fiumi di rettitudine e le strade cedano sotto una alluvione di solidarietà, secondo quello splendido versetto del profeta Amos :" Fate in modo che il diritto scorra come acqua di sorgente, e la giustizia come un torrente sempre in piena " (Am 5,24).
don tonino bello  IP:83.52.101.234 http://

25/03/2011 16:22:22 Voto:
Avrei voluto scrivervi questa pagina in un clima di raccoglimento...in chiesa...nel cuore di una veglia notturna: "il nostro coinvolginmento nel mistero trinitario".

Ma stavolta non mi è possibile sfruttarne la quiete.

C'è tanta gente lì fuori che vuole parlarmi e viene a raccontarmi i suoi problemi...che non sono quasi mai di natura altamente teologica.

Chiamare Anna...andare in Via Mazzini per...

Quanto è difficile raccordare col mistero trinitario questo strano girotondo di persone ferite, di situazioni sconsolate, di violenze sotto traccia.

Che fatica a combinare il vocabolario suggerito dalla dottrina biblica con quello urlato dalla disperazione degli uomini.

E' inutile non ce la faccio proprio a sollevarmi alle vertigini trinitarie.
Sono troppo impantanato nei problemi dei nostri umani crepacci. Mi fermo qui. Forse sono troppo stanco.

P.S.
Dopo una lunga preghiera, ho rimediato stanotte su quanto scritto ieri.
Il Signore mi ha suggerito di non cambiare neppure una virgola.
FORSE E' PROPRIO VERO CHE LE STRADE DEL CIELO ATTRAVERSANO I POVERI INCROCI DELLA TERRA.

[TONINO BELLO,Lettere di un Vescovo]
lena  IP:79.33.32.164 http://

24/03/2011 07:21:39 Voto:
Il servo di Dio [Francesco], che era pieno dello Spirito di Dio, capì che sarebbe entrato nel Regno dei Cieli solo attraverso innumerevoli tribulazioni, angustie e lotte.
Ma non si turbò il fortissimo soldato di Cristo.
Era davvero di un fervore unico...
Gli riusciva più facile compiere le cose più perfette che predicarle, poichè più che alle parole che rivelano la virtù ma non fanno l'uomo virtuoso, impiegava tutte le sue forze in opere sante.
FF 483  IP:79.33.32.164 http://

23/03/2011 16:30:33 Voto:
...Gesù le risponde:
<<Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: "Dammi da bere!" tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva>>.
Gli dice la donna:
<< Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest'acqua viva?...>>
Luca 4,10-11  IP:79.33.32.164 http://

23/03/2011 07:03:15 Voto:
Pace non è una parola . . . .è un vocabolario.

Pace è un cumulo di beni. È la somma delle ricchezze più grandi di cui un popolo o un individuo possa godere.

Pace è giustizia, salvaguardia del creato, libertà, dialogo, crescita, uguaglianza.

Pace è riconoscimento reciproco della dignità umana, rispetto, accettazione dell’alterità come dono.

Pace è temperie di solidarietà: l’imperativo morale che noi credenti chiamiamo “comunione”.
don Tonino Bello  IP:93.43.161.62 http://

22/03/2011 18:38:14 Voto:
Le tre pietre, che s***enano una cultura di guerra, sono:
1) profitto, nel senso di tentazione economica;
2) potere, nel senso di tentazione politica;
3) prodigio, nel senso di tentazione fatalistica.

Non si costruisce la città nuova con tali pietre. Sono pietre antiche: dobbiamo rimuoverle.

Le tre pietre, che costruiscono la cultura della PACE, sono:
1) Parola;
2) Protesta;
3) Progetto.

Sono queste le tre pietre che dobbiamo usare per costruire una città nuova intorno alla “fontana antica”.
don Tonino Bello  IP:93.43.127.70 http://

22/03/2011 18:02:14 Voto:
<<Quello che vorrei lasciare dietro di me è una semplice preghiera:
che ognuno di voi possa trovare ciò che ho trovato io, un dono speciale di Dio per tutti noi: il dono della pace.
Quando siamo in pace, troviamo la libertà di essere più pienamente noi stessi, perfino nei tempi peggiori.
Ci distacchiamo da ciò che non è necessario e abbracciamo quello che è essenziale.
Ci svuotiamo, affinchè Dio possa lavorare in maniera più piena dentro di noi,e...
...diventiamo strumenti nelle mani del Signore>>.

[JOSEPH LOUIS BERNARDIN,Arcivescovo di Chicago]
lena  IP:79.33.32.164 http://

22/03/2011 16:42:50 Voto:
Ola Frei Francisco!
Obrigado pelo seu e-mail e estamos contentes que chegaste bem. Vou transmitir aos outros.
Domingos Diogo
 Domingos Diogo  IP:79.5.95.176 http://

20/03/2011 22:11:15 Voto:
No, non è un problema solo dei grandi. Anzi, comincio a dubitare che la pace, in questo vecchio mondo, possano essere i grandi a farla fiorire.

E allora ragazzo spezzati in quattro per la pace. Prega per la pace. Allenati al dialogo. Cambia il tuo cuore. Edu***i alla pace. Si, perché la pace è anche un’arte che si impara.

Non basta lo slogan. Non basta una marcia. Non basta un cartello. Ci vuole lo studio. Occorre il confronto. Occorre soffrire.

Ti sarà necessario anche prendere posizione: l’equilibrismo non è il modo giusto per difendere la pace.

Dai, ragazzo! Per la pace fatti in quattro pure tu! Ce la farai!”



don Tonino Bello  IP:93.43.151.72 http://

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